Articolo tratto da
Toscana Medica News del 24.2.2005
Medicina e Legge
Sulla necessità dello
screening neonatale
La terza sezione
civile della Cassazione (sentenza n. 2042,
depositata il 2 febbraio scorso) ha riconosciuto la
responsabilità di una Asl per la condotta colposa
dei suoi medici, rei di non aver effettuato uno
screening metabolico neonatale, pur se non
obbligatorio per legge. A rivolgersi ai giudici
erano stati i genitori di un bambino nato presso il
reparto di Ginecologia dell’ospedale di Vittoria,
che sin dai primi mesi di vita aveva presentato
chiari segni di ritardo, fino a ricevere la diagnosi
di una affezione da fenilchetonuria classica, rara
malattia del metabolismo che provoca un danno
cerebrale e che può essere fronteggiata solo con
l’uso di prodotti dietetici a basso contenuto di
aminoacidi. Secondo i coniugi, l’allora Usl 22 di
Vittoria aveva omesso l’esecuzione di indagini
specifiche che avrebbero consentito l’accertamento
della patologia. L’azienda sanitaria, invece, ha
sostenuto che lo screening di massa per la
fenilchetonuria non era obbligatorio per legge e che
in Sicilia i centri per effettuarlo sono
estremamente carenti. La prestazione dunque non
poteva farsi rientrare nell’ordinaria diligenza da
parte del singolo medico. Non è d’accordo la Suprema
Corte che, innanzitutto, ribadisce la natura
contrattuale della responsabilità dell’ospedale, a
tutto vantaggio del danneggiato, sul piano
probatorio. La struttura sanitaria risponde quindi
dell’inadempimento della prestazione
medico-professionale e il medico «assume la veste di
ausiliario necessario del debitore».«All’epoca dei
fatti – prosegue la Corte - la fenilchetonuria era
una malattia perfettamente conosciuta, anche se a
differenza di altre Regioni del Nord Italia, in
Sicilia la prevenzione e la diagnosi precoce erano
affidate alla libera iniziativa dei reparti di
neonatologia e alla sensibilità e alla preparazione
dei pediatri neonatologi». Considerato che in
Regione esistevano comunque alcuni centri
specializzati, deve dunque ritenersi che «con
l’ordinaria diligenza i sanitari dell’ospedale di
Vittoria avrebbero dovuto, subito dopo la nascita
del bambino, eseguire i prelievi e inviarli ai
suddetti centri per il compimento degli esami di
screening metabolici neonatali».
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