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News da AGI news on 12 Sett. 2007
SANITA': SIENA,
INDIVIDUATA MUTAZIONE GENETICA MALATTIA RARA
(AGI) -
Siena, 12 set. - Individuata a Siena una rara forma di patologia
complessa. Si tratta della mutazione genetica di una malattia
chiamata
Mngie ed e' stata individuata dall'equipe del policlinico
Santa Maria alle Scotte di Siena, coordinata dal professor Antonio
Federico, direttore dell'unita' operativa complessa (Uoc) di
neurologia e malattie neurometaboliche.
"Abbiamo portato avanti le ricerche effettuate su un nostro
giovane paziente - spiega il professor Federico - deceduto a
vent'anni nel mese di gennaio, per una grave e rapidamente evolutiva
sintomatologia, che lo ha portato in vari ospedali nazionali, con un
quadro clinico che presentava analogie con un altro caso registrato
in Giappone". I ricercatori hanno appurato che si trattava di una
mutazione del gene che causa la Mngie, una malattia rara conosciuta
come encefalopatia mitocondriale neuro-gastrointestinale.
"Questa malattia - spiega Federico - colpisce il sistema
neurovegetativo e aggredisce, in particolare, l'apparato digerente e
il cervello, con debolezza degli arti e comparsa di neuropatia
periferica cioe' danni ai muscoli. La mutazione che abbiamo
individuato analizzando nei nostri laboratori il dna del giovane
paziente, al contrario di quanto avviene nella Mngie, non danneggia
il muscolo scheletrico". In questi mesi l'impegno dell'equipe
neurologica e' stato quello di continuare le indagini sulle cellule
del paziente, fino ad individuare una diagnosi precisa per
permettere ad altri malati di accedere in futuro a terapie
specifiche, anche se non esiste ancora una cura per questa malattia
rara.
"Abbiamo continuato a portare avanti le nostre ricerche anche per
rispetto nei confronti della famiglia del giovane empolese, come e'
nostra attitudine di cercare di arrivare a individuare la causa
della malattia - conclude Federico -. Tale successo diagnostico,
merito dei collaboratori clinici e di laboratorio, con particolare
riguardo alla dottoressa Cardaioli che ha sequenziato il gene, non
puo' consolare ne' il personale sanitario che ha avuto in cura S.P.,
ne' i familiari, ma dimostra la giusta impostazione scientifica e
metodologica del nostro gruppo di ricerca, rivolto alla diagnosi e
cura delle malattie neurologiche rare e ci consente di portare
avanti il nostro lavoro, con la convinzione che ogni progresso della
conoscenza possa essere utile in futuro. Ora che abbiamo individuato
il gene, ad esempio, e' possibile pensare ad un approccio preventivo
con la diagnosi prenatale dei soggetti a rischio". (AGI)
Fonte:
http://www.agi.it/firenze/notizie/200709121245-cro-r012194-art.html
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