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News da Il Gazzettino Nazionale e
Treviso 03 Novembre 2007
SANITÀ D’ECCELLENZA
Francesca diventa mamma
nonostante la malattia rara
Un parto eccezionale, unico nel
Triveneto, uno dei rarissimi casi d'Europa. La piccola Sofia è
venuta alla luce il 19 ottobre all'ospedale Ca' Foncello di Treviso
e la sua nascita viene definita "un miracolo" dal nonno Giacomo,
ancora stupito dell'evento che costituisce un precedente importante
per la sanità italiana. La neomamma è affetta da una patologia molto
rara: si chiama
"glicogenosi" ed è una delle malattie genetiche metaboliche
di cui si occupa Telethon; costringe chi ne soffre ad alimentarsi
almeno ogni tre ore, pena un deperimento organico rapidissimo. I
danni si riscontrano a livello neurologico, nel fegato e reni.
Fino a poco tempo fa era impensabile portare le donne ad una
gravidanza, anche perché il parto comporta un affaticamento
superiore a quanto questi malati possano sopportare. "Eppure
l'impensabile è avvenuto grazie all'impegno e alla dedizione dei
medici trevigiani e genovesi" spiega nonno Giacomo, che ha voluto
raccontare la vicenda affinché altre donne nelle condizioni della
figlia potessero sperare.
La glicogenosi di Francesca, che vive nella Marca, viene
diagnosticata all'ospedale di Verona, ma è al Gaslini di Genova che
i pochi pazienti italiani affetti da questa patologia usufruiscono
di un'équipe specializzata in grado di seguirli al meglio. La
giovane cerca di condurre un'esistenza "normale", anche se non può
fare ciò che tutti gli altri ragazzi fanno. Come dormire otto ore di
seguito la notte. Il cibo deve essere assunto ogni tre ore e la
dieta controllata e leggera, per non appesantire l'organismo, fegato
in particolare. Nonostante tutto Francesca completa gli studi e si
diploma maestra elementare. Poi si fidanza, si sposa, trova un
impiego da insegnante. Il suo sogno, però, come quello di tante
donne, è di mettere alla luce un bambino. A questo punto le équipe
del Gaslini e del Ca' Foncello collaborano per sostenere la
gravidanza con contatti telefonici, scambi di cartelle, discussioni
sugli esiti degli esami. Alla fine optano per il parto cesareo.
"Abbiamo valutato attentamente la situazione, trovando nei colleghi
genovesi la massima disponibilità" commenta il dottor Giuseppe Dal
Pozzo primario in Ginecologia al Ca' Foncello, dove mamma Francesca
ha potuto usufruire dell'assistenza speciale offerta
dall'Ambulatorio "Gravidanze a rischio", seguita dalla dottoressa
Barbara Mazzucco. "Il momento più critico - racconta nonno Giacomo -
è stato quello del parto poiché, nonostante l'operazione chirurgica,
mia figlia ha dovuto alimentarsi come al solito ogni tre ore". Per
consentire tutto ciò è stato elaborato un piano dettagliato, in
sinergia tra i reparti di Ginecologia e Anestesia.
La piccola Sofia è nata bella e sana; ora comincia il suo viaggio
nella vita tra le braccia di mamma Francesca e papà Nicola, nonno
Giacomo e nonna Paola. La sua nascita testimonia come le sfide della
malattia si possano vincere e i genitori invitano chi si trova nelle
stesse difficoltà a contattare l'Associazione italiana glicogenosi
nel sito internet:
www.aig-aig.it .
Laura Simeoni
Gravidanza record Affetta da una grave malattia genetica dà
alla luce Sofia
(la.si.) Una giovane donna affetta da una rara malattia genetica del
metabolismo, la glicogenosi, ha potuto partorire una bimba lo scorso
19 ottobre all'ospedale Ca' Foncello di Treviso. Si tratta
dell'unico caso del genere nel Veneto ed uno dei pochi conosciuti in
Europa, come conferma il primario di Ginecologia dottor Giuseppe Dal
Pozzo. La piccola si chiama Sofia, gode di ottima salute così come
mamma Francesca, che è riuscita a coronare il suo sogno. Affetta da
"glicogenosi" lotta fin dalla nascita con i tassi di glicemia nel
sangue ed è costretta ad alimentarsi ogni tre ore. Per rendere
possibile la gravidanza i medici trevigiani hanno collaborato
strettamente con l'équipe medica dell'istituto Gaslini di Genova,
specializzato in malattie metaboliche rare, di cui si occupa anche
la manifestazione benefica Telethon.
Mamma Francesca in questi nove mesi è stata seguita in particolare
dai medici trevigiani dell'Ambulatorio "Gravidanze a rischio" e il
parto è avvenuto con taglio cesareo, per non sottoporre la donna ad
un eventuale lungo e faticoso travaglio. Ginecologi, chirurghi e
anestesisti hanno studiato nel dettaglio un piano per consentire
l'operazione e nel contempo rispettare i rigidi intervalli di
alimentazione a cui deve sottostare la paziente per sopravvivere.
Fonte:http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Treviso&Codice=3564109&Pagina=1
Fonte:http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Main&Codice=3563344&Pagina=13
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