News da La Sicilia 22.07.2007

«Non ci arrendiamo ma ci occorre aiuto»

La speranza che si accende e improvvisamente si spegne. Questa la dura realtà delle famiglie dei tre ragazzi siciliani affetti da Glicogenosi tipo 2. «Da 16 anni aspettavo una terapia valida ed efficace per la cura dei miei figli - spiega la mamma di Daniele (20 anni) e Salvatore (31 anni) - . L'anno scorso finalmente la svolta con l'inserimento di Daniele nel trial sperimentale presso l'Unità Malattie metaboliche dell'IRCCS di Trieste. Dopo sei mesi di trattamento mio figlio ha manifestato un miglioramento della capacità respiratoria, della forza muscolare e dell'abilità motoria. Una notizia davvero incoraggiante per la mia famiglia e per tutti coloro che vivono il dramma di questa malattia rara. Per una madre vedere oggi vanificati i progressi dei propri figli solo per una questione di budget sanitario è assurdo e triste. Il malato non può attendere, tutto il resto sì".
Lettere destinate al Presidente della Repubblica, al Ministro della Salute, a quello delle Politiche per la Famiglia, alla Solidarietà Sociale e al Presidente della Regione Cuffaro sono solo un'accorata richiesta di aiuto. Un modo per ricordare che la salute umana è un bene da tutelare, rispettare e difendere. Nonostante i momenti di scoraggiamento sempre più frequenti e giustificati, scanditi da una condizione che non dà segni di svolta, permangono comunque la forza d'animo e la dignità nell'affrontare una problematica così complessa e delicata. Quasi a voler offrire una lezione di vita ai siciliani e non solo. «Nonostante tutte le avversità - confessa la madre di Alberto, undicenne affetto da Glicogenosi tipo 2 - non ho perso la speranza ed esorto continuamente mio figlio a non abbattersi. Ma per un bambino della sua età, che giorno dopo giorno sente diminuire le forze a solo un mese dall'interruzione della terapia farmacologica, non è così facile. È stato duro per Alberto rinunciare al grest estivo per evitare ulteriori peggioramenti».
Queste madri coraggiose che sorridono ai loro figli, che confidano nello Stato, nelle sue regole e nei suoi valori attendano un aiuto. E a volte, basta un solo squillo di telefono per riaccendere la speranza. Ci auguriamo che al prossimo squillo la chiamata sia quella giusta.
S. V.
 

Malattie rare, assistenza rarissima
Ridotti i fondi per le cure: «Un'assurdità - spiegano gli specialisti - le patologie non leggono i bilanci»

È una malattia congenita del metabolismo dovuta al deficit dell'enzima lisosomiale alfa-glucosidasi. Presenta due differenti quadri fenotipici: la forma infantile (malattia di Pompe) si manifesta entro i primi mesi di vita e presenta un quadro clinico caratterizzato da grave ipotonia, cardiomegalia e cardiomiopatia ipertrofica con insufficienza respiratoria. È possibile riscontrare inoltre macroglossia ed epatomegalia. Una biopsia muscolare evidenza l'accumulo di glicogeno nelle fibre muscolari. La cardiomiopatia causa la mortalità entro i primissimi anni di vita. Le forme ad esordio tardivo colpiscono, invece, prevalentemente i muscoli e risparmiano generalmente il cuore. I sintomi di esordio compaiono in adolescenza o in età adulta: i pazienti perdono la capacità di deambulare autonomamente, mentre dal punto di vista respiratorio si realizza un deterioramento progressivo della capacità ventilatoria che, se cronica, necessita il ricorso ad una ventilazione assistita o alla tracheotomia.

 

Con sicurezza contro il dolore

«La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti». Così recita l'articolo 32 della nostra Costituzione. Peccato che non sempre questo avvenga nella realtà. Daniele, Salvatore e Alberto, affetti da Glicogenosi tipo 2 - rara patologia genetica dovuta al deficit dell'enzima lisosomiale alfa-glucosidasi - rischiano di aggravare il loro status. Non perché, come accade spesso nel caso di malattie rare, manchi ancora una terapia. Il farmaco salvavita c'è, ma acquistarlo costa troppo. Il decreto dell'assessorato alla sanità (12 novembre 2001) prevede difatti l'istituzione e l'individuazione di presidi ospedalieri da inserire nella rete nazionale per la prevenzione, la diagnosi e la terapia delle malattie rare. Il budget dei centri di riferimento regionali non sempre però riesce a sostenere il peso fiscale di trattamenti notevolmente innovativi, ma particolarmente onerosi. (Il costo mensile della terapia enzimatica sostitutiva valida per la cura della patologia in questione si aggira intorno ai 150 mila euro).
È il caso del Policlinico universitario di Catania, da circa un mese costretto, per motivi economici appunto, a ridurre notevolmente l'erogazione dell'indispensabile farmaco. «Tale patologia genetica - spiega il dott. Fabrizio Seidita, Presidente dell'Associazione Italiana Glicogenosi - se non curata attraverso farmaci specifici porta progressivamente ad insufficienza respiratoria e muscolare. La drastica riduzione del quantitativo designato per la terapia equivale più o meno al caso di voler curare, per assurdo, una broncopolmonite somministrando un antibiotico per un giorno a dosaggio dimezzato, invece che per 10 giorni a dosaggio terapeutico. Sospendere la somministrazione o minimizzarla a dosi irrisorie significa causare un notevole regresso dello stato del paziente, irreversibile in casi di prolungata interruzione».
La progressiva crescita del ruolo delle Regioni nella gestione del sistema sanitario volta ad avvicinare territorialmente, socialmente e culturalmente l'offerta dei servizi e la domanda di assistenza non sempre, dunque, si dimostrata proficua. Ragion per cui il Ministro della Salute Livia Turco ha insediato il 5 giugno scorso la Consulta per le malattie rare. Costituita da 34 rappresentanti di realtà associative e collegata al Centro Nazionale Malattie Rare dell'Iss, l'organo in questione mira a rafforzare le sinergie tra le organizzazioni presenti nel nostro Paese investendo nella ricerca e nella formazione dei medici di medicina generale. Di conseguenza, la spesa sanitaria, grazie anche ai progressi della ricerca scientifica e agli strumenti diagnostici sempre più sofisticati è destinata ad aumentare. Tra la realizzazione di un programma triennale sulle malattie rare, l'istituzione di un Comitato nazionale e la defiscalizzazione della ricerca sui farmaci "orfani" c'è chi però non può attendere.
«Impossibilitati ad offrire un sostegno concreto ai giovani pazienti siciliani affetti da glicogenosi - spiega il prof. Giovanni Sorge, esperto nella cura delle malattie rare al policlinico di Catania - abbiamo cercato di sensibilizzare l'ente regionale nella persona dell'assessore alla sanità La Galla, il quale ha dimostrato interesse e partecipazione alla problematica. Per evitare una volta per tutte spiacevoli situazioni, causa di preoccupazioni e ansie per le famiglie interessate e per il personale medico specialistico, ritengo comunque sia opportuno l'istituzione di un fondo nazionale per le malattie rare, per la ricerca, lo sviluppo e l'accesso dei pazienti ai medicinali orfani».
E a proposito di medicinali orfani, in Sicilia il problema non riguarda solo la glicogenosi. «Attualmente, a non essere più coperti dalla pubblica assistenza - dichiara la d.ssa Agata Fiumara del centro regionale per le malattie rare del policlinico di Catania - risultano anche altri pazienti affetti da mucopolisaccaridosi tipo 1, 2 e 6, dalla malattia di Gaucher e da quella di Fabry. Tutte patologie genetiche, differenti tra loro ma accomunate da un deficit enzimatico». Siana Vanella

 

Fonte: http://www.lasicilia.it/giornale/2207/CT2207/MONO/MO15/07.html

Fonte: http://www.lasicilia.it/giornale/2207/CT2207/MONO/MO15/12.html

Fonte: http://www.lasicilia.it/giornale/2207/CT2207/MONO/MO15/03.html

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