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News da Nuova Agenzia Radicale
12.03.2007
Ricerca in California. Anche le
Staminali adulte curano il cervello
News del 12-03-2007
Le cellule staminali, sia embrionali che adulte, sono molto efficaci
nel trattamento delle malattie neurodegenerative, perché non
agiscono semplicemente rimpiazzando tessuti danneggiati del sistema
nervoso, ma 'riparano' diversi meccanismi coinvolti in questo tipo
di patologie. La scoperta, per ora applicata soltanto sulle cavie e
pubblicata dalla rivista Nature Medicine, viene dal primo studio mai
eseguito in cui sono stati confrontati i due tipi di staminali.
I ricercatori del Burnham Institute for Medical Research di LaJolla,
in California hanno utilizzato topi a cui era stata fatta sviluppare
una malattia neurodegenerativa letale di natura genetica, dovuta
all'assenza del gene che regola la produzione dell'enzima
esosaminidasi. La carenza di questo enzima è alla base di patologie
rare come la malattia di Sandhoff e quella di Tay-Sachs,
che colpiscono un nuovo nato su 5mila, ma questo modello è spesso
utilizzato anche per studiare il comportamento di malattie degli
adulti come l'Alzheimer o il Parkinson.
I topi malati sono stati curati prima con cellule staminali adulte
di topo, e poi con cellule staminali umane, sia adulte provenienti
dal sistema nervoso che embrionali.
Dopo l'impianto delle staminali, in tutti e tre i casi, i sintomi
delle malattie sono scomparsi, e l'aspettativa di vita delle cavie è
cresciuta fino al 70%. Oltre a verificare l'efficacia del
trattamento, i ricercatori sono riusciti ad avere un'idea del
meccanismo di azione delle cellule. Una volta impiantate nella zona
del cervello danneggiata dalla malattia, le staminali migrano in
tutto il cervello, 'specializzandosi' in diversi ruoli: una parte
rimpiazza il tessuto cerebrale, mentre un'altra si occupa delle
connessioni tra i neuroni e della trasmissione degli impulsi
nervosi, inoltre l'impianto sembra avere un certo effetto anche
sulle infiammazioni che accompagnano queste patologie.
"Il nostro studio - spiega Evan Snyder, che ha coordinato la ricerca
- dimostra per la prima volta che le cellule staminali agiscono con
un meccanismo multiplo, e che contribuiscono anche a diminuire
l'infiammazione nei processi degenerativi. Risultati ancora migliori
si ottengono integrando la terapia con la somministrazione
dell'enzima mancante, dando così alle staminali una 'materia prima'
su cui lavorare".
Riguardo al confronto fra i vari tipi di staminali, il primo
risultato è stato che quelle umane si sono rivelate un po' più
efficaci di quelle prelevate dai topi.
"Entrambi i tipi di staminali umane - spiega ancora Snyder
-utilizzano gli stessi meccanismi multipli, entrambe senza effetti
collaterali e senza bisogno di una terapia di immunosoppressione.
Quelle embrionali però sono risultate più facili da far crescere e
da ottenere in buona quantità". Al momento non ci sono cure per le
malattie di Sandhoff e Tay-Sachs.
"Le cellule che abbiamo usato in questo studio - conclude il
ricercatore - sono state così efficaci sui topi che crediamo che i
nostri risultati possano essere una base di partenza per effettuare
dei trial su pazienti umani".
(° fonte Ansa)
http://www.quaderniradicali.it/agenzia/index.php?op=read&nid=13416
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