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News da Quotidiano.net del 23 aprile
2007
Terapia genica contro malattia rara
E' italiano il primo test sull'uomo
Sarà italiano il primo test sull'uomo di terapia genica per
combattere la
leucodistrofia metacromatica, una rara malattia genetica che
colpisce una persona ogni 40 mila portandola alla totale disabilità
e poi, progressivamente, alla morte.
Roma, 16 aprile 2007 - Sarà italiano il primo test sull'uomo di
terapia genica per combattere la leucodistrofia metacromatica, una
rara malattia genetica che colpisce una persona ogni 40 mila
portandola alla totale disabilità e poi, progressivamente, alla
morte.
Entro il 2008 i primi test, finanziati da Telethon, verranno
condotti su bambini, "partendo inizialmente da due piccoli per poi
arrivare a sei in questa prima fase iniziale", spiega Luigi Naldini,
co-direttore dell'istituto San Raffaele Telethon per la terapia
genica di Milano, a capo dello studio a cui verranno devoluti i
fondi raccolti dalle Ferrovie dello Stato nella campagna 'Facciamo
viaggiare la ricerca'.
Ma la terapia genica, ovvero la procedura che consente di trasferire
materiale genetico allo scopo di prevenire o curare una malattia,
non è l'unica sfida che il gruppo di ricercatori capitanato da
Naldini si appresta ad affrontare. C'è un'altra 'incognita',
infatti, che aleggia su questa ricerca: a trasportare la versione
'sana' del gene che non funziona nei piccoli affetti da questa rara
malattia sarà il virus dell'Hiv reso 'buono', ovvero innocuo, in
laboratorio.
"Ed è la prima volta che questa tecnica viene utilizzata in pazienti
non affetti da Hiv - sostiene Naldini a margine dell'incontro alla
stazione Termini di Roma dove sono stati premiati i volontari Fs 'arteficì
della raccolta record per Telethon - Prima d'ora, infatti, era stata
adottata solo in sieropositivi".
Il vettore lentivirale è un nuovo e potente sistema di trasporto dei
geni che sfrutta dunque le potenzialità infettive del virus
dell'Aids, dopo averlo 'addomesticato'. "L'Hiv viene disattivato -
spiega lo stesso Naldini - in modo che non proliferi, ma resti
comunque capace di 'infettare'". Così da portare la versione sana
del gene che non funziona nelle cellule delle persone affette da
leucodistrofia metacromatica, ovviamente senza che queste si
infettino con l'Hiv. Nelle loro cellule, infatti, viene 'traghettatò
solo quello che i ricercatori vogliono che arrivi a destinazione con
l'obiettivo di curarli. Ciò avviene "prendendo le cellule staminali
del sangue della persona malata che vengono tenute un giorno in
coltura con il virus ingegnerizzato".
Il virus, dunque, entra in contatto con le cellule solo all'esterno
dell'organismo, per trasportare in esse il gene non funzionante. Le
staminali, in particolare quelle presenti nel sangue, sono infatti
capaci di insediarsi nel cervello e in tutti i nervi con una
discreta facilità, permettendo la 'distribuzionè dell'enzima
mancante in questi malati, ovvero l'arilsolfatasi (Arsa),
all'interno dell'organismo. Il paziente, quindi, viene preparato con
un farmaco che rende favorevole l'attecchimento di queste cellule
reinfuse. "Quando queste tornano nell'organismo e proliferano -
spiega Naldini - tutte le loro 'figliè sono portatrici del gene
sano".
Per ora i test sono stati condotti solo su topi. "Nei prossimi mesi
- afferma Naldelli - passeremo ai test sull'uomo". Ricerche simili
sulla stessa malattia, sempre su animali, sono in corso in Francia e
negli Usa, a Minneapolis. "In Francia, dove dovrebbero partire dopo
di noi con i test sull'uomo - precisa Naldini - il virus conduttore
del gene viene iniettato direttamente nel cervello. Si tratta,
tuttavia, di iniezioni invasive che non raggiungono i nervi, per cui
anche se la quota di geni iniettata è maggiore, credo che i problemi
di deambulazione legati alla malattia in questo modo non si potranno
prevenire. Un domani, tuttavia, potremmo combinare i due sistemi".
http://qn.quotidiano.net/salute/2007/04/23/6200-terapia_genica_contro_malattia_rara.shtml
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