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News da
Venetonanotech.it 15.11.2007
Sistema di drug delivery basato su
cellule staminali
15/11/2007 -
www.azonano.com
Zappe, professore assistente di Ingegneria Biomedica al Carnegie
Mellon, e un suo studente laureato Sasha Bakhru, stanno generando
cellule staminali neurali adulte geneticamente ingegnerizzate per il
rilascio di farmaci direttamente nel cervello dei pazienti; la
cellule saranno programmatrici della produzione di una proteina
essenziale mancante. Nella
sindrome di Hunter, per esempio, i pazienti sono deficitari
dell’enzima iduronato-2-solfatasi che aiuta le cellule a smaltire
certi prodotti di rifiuto. Ogni 130.000 bambini uno nasce con questa
rara ma mortale malattia genetica.
Zappe, che sta lavorando con il Dottor Raymoind Sekula, un
neurochirurgo al Allegheny General Hospital, ha spiegato che ha
selezionato cellule staminali neurali adulte per il suo lavoro
perché hanno le seguenti proprietà: hanno la capacità di
moltiplicarsi ex vivo, possono essere geneticamente ingegnerizzate,
possono essere re-impiantate direttamente nel cervello dei pazienti
e sostituire gran parte dei tipi di cellule cerebrali.
Per supportare il loro traguardo terapeutico, Zappe e il suo team
hanno sviluppato microcapsule biocompatiblili che contengono cellule
staminali neurali. Queste microcapsule controllano efficacemente sia
la proliferazione di cellule staminali, differenziandole in tipi di
cellule più specializzate come i neuroni, sia in che misura alle
cellule staminali impiantate sarà permesso migrare nel tessuto
ospite. Zappe utilizzerà queste capsule specifiche a forma di
caviale specificamente per la rapida manipolazione delle cellule
staminali da fuori il corpo e per un rilascio sicuro delle cellule
staminali nel cervello. La risposta infiammatoria acuta che
solitamente avviene dopo l’impianto, sembrerebbe normalmente causata
dalla differenziazione in tipi di cellule staminali adulte che non
sono capaci di migrare estensivamente. Cellule staminali incapsulate
saranno protette dalla prematura differenziazione.
Dopo l’impianto iniziale, le cellule staminali incapsulate,
ingegnerizzate per produrre un enzima che consuma le microcapsule,
liberano le cellule staminali neurali. Le cellule staminali possono
poi migrare in profondità nell’ambiente del tessuto cerebrale dove
provvederanno all’enzima mancante. Zappe spiega: “Siamo
particolarmente interessati nel colpire il cervello poiché
quest’area del corpo è protetta dalla barriera ematoencefalica che è
molto difficile da penetrare con enzimi terapeutici usualmente
iniettati in pazienti con problemi ematici” Zappe e Sekula stanno
lavorando per sviluppare tecnologie che permetteranno di raccogliere
clinicamente e di coltivare cellule staminali neurali da un
paziente, ingegnerizzarle geneticamente fuori dal corpo umano, e
successivamente reimpiantarle e controllare in remoto le loro azioni
in maniera non invasiva.
Zappe continua: “Usando una espressione genica inducibile, vorremmo
controllare la degradazione della capsula e dosare la quantità di
enzima terapeutico rilasciata nel cervello da cellule ingegnerizzate,
tenendo come riferimento la dose di farmaco data ai pazienti in
pastiglie’. La sindrome di Hunter è una malattia devastante che
affligge oltre 500 bambini solo negli Stati Uniti. Secule aggiunge:
“I rifiuti tossici si accumulano nelle cellule del corpo umano e,
sebbene la progressione della malattia è lenta, la maggioranza dei
bambini muore giovane. Provvedendo all’enzima mancante
iduronato-2-solfatasi nel sistema nervoso centrale di questi
bambini, potremmo cambiare il corso di questa malattia. La nostra
tecnologia inoltre ha potenziali applicazioni per centinaia di altre
malattie del sistema nervoso centrale.
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