News da Il Corriere.it del 15.07.2008

POLITICA SANITARIA

Che fine hanno fatto i nuovi LEA?

Dopo le elezioni non si parla più dell'aggiornamento dei LEA, firmato dall'ex ministro Livia Turco

Era l'11 aprile 2008. Livia Turco rassicurava pazienti e associazioni: «Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sui nuovi livelli essenziali d'assistenza (LEA), all'interno del quale è prevista l'esenzione dal ticket per altre 109 malattie rare, sarà portato alla firma del Presidente Prodi nei prossimi giorni». Nei giorni successivi si sa com'è andata: il terremoto elettorale ha travolto l'ex governo e con lui, si direbbe, anche i LEA.

ASSOCIAZIONI – Nessuno sa bene che fine abbiano fatto, da allora non se ne parla più. «Pare che manchi il bollino di via libera da parte della Corte dei Conti e non si sappia con precisione se c'è o meno la copertura finanziaria», riferisce Antonella Celano, presidente dell'Associazione Nazionale Malati Reumatici. «E dire che noi delle Associazioni dei pazienti ci eravamo ripetutamente complimentati per il varo dei nuovi LEA, che attendevamo da anni». Già, perché i nuovi criteri avrebbero incluso la sclerodermia, ad esempio, fra le malattie per cui è prevista l'esenzione dal ticket e avrebbero garantito ai pazienti tante prestazioni in più per cui le associazioni si battono da anni. Tutto in alto mare, tutto rimandato, ma a quando non si sa. E i malati hanno vissuto tutto questo come una presa in giro.

CHIARIMENTI – «Non si sa se saranno mai approvati, sembra che una possibilità sia lo scorporo delle patologie rare dal resto del provvedimento. Ma a oggi sembra improbabile che si trovi una via d'uscita in tempi brevi», osserva Celano.«Anche per questo abbiamo chiesto un incontro con il Ministro Sacconi: vorremmo sapere almeno se la discussione dei LEA è in agenda». Intanto, il 5 giugno scorso il Ministro ha definito i LEA un «termine di riferimento per comprendere i livelli qualitativi dei servizi in tutte le aree territoriali, nell'ambito di tutte le aziende». Aggiungendo che proprio per questo i LEA, «attraverso il continuo aggiornamento in tutti i loro contenuti», dovranno far parte di una «cabina di regia» nazionale con lo scopo di valutare la qualità e quantità dei servizi offerti su tutto il territorio. La questione, quindi, non è finita del tutto in un cassetto. Un periodo di «limbo» in cui riprendere le fila è fisiologico a ogni cambio di governo, su questo non ci piove. Prima o poi però i pazienti si attendono risposte concrete: i LEA saranno ridiscussi o no?

Elena Meli

 

 

 

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