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News dal Il Nuovo Friuli 17 Dicembre
2006
BURLO, LA MONTATURA E' FINITA
L’ospedale triestino ottiene dalla Regione rassicurazioni sulle sue
competenze in fatto di malattie rare nei bambini e tutti sembrano
contenti. Peccato che ora l’unico specialista se ne vada...
L’autosospensione del direttore scientifico del Burlo Giorgio
Tamburlini e una nuova delibera della giunta Illy: sono questi gli
ultimi due atti della vicenda del centro di coordinamento per le
malattie rare istituito a Udine dalla delibera regionale dello
scorso 22 settembre, vicenda che per oltre due mesi ha riempito le
cronache dei quotidiani locali e che è stata in buona parte da essi
stessi alimentata.
Dopo le proteste dei medici e dei dirigenti dell’ospedale materno
infantile contro quello che veniva interpretato come uno scippo
della giunta regionale ai danni del nosocomio triestino, seguite
dalle campagne “pro-Burlo” lanciate dal quotidiano Il Piccolo e
dall’associazione Azzurra di Trieste (con tanto di banchetti per la
raccolta firme piazzati in ogni angolo della città), l’assessore
regionale alla sanità Ezio Beltrame ha deciso di mettere la parole
fine alle polemiche annunciando una nuova delibera chiarificatrice:
un atto, in sostanza, in cui si riconosce al Burlo il suo “ruolo di
riferimento sulle malattie rare suscettibili di diagnosi prenatale
e/o con esordio in età pediatrica” e in cui si assicura che i
finanziamenti andranno non solo a Udine come centro di coordinamento
ma a tutta la rete delle malattie rare. Il Burlo, insomma, ottiene
più soldi e lo status di centro di riferimento per le malattie rare
dei bambini: quanto è bastato ai medici triestini per dirsi
soddisfatti della “nuova” delibera e ai partiti del centrodestra -
ma anche ai cronisti del Piccolo - per parlare di “retromarcia” e
“inversione di rotta” della Regione sull’intera vicenda.
Intanto, però, le polemiche innescate dalla delibera del 22
settembre hanno già fatto una “vittima”: si tratta del coordinatore
scientifico del Burlo Giorgio Tamburlini, che in una lettera inviata
al quotidiano triestino, ha spiegato le ragioni della sua
autosospensione, legate proprio alle dichiarazioni che il Piccolo
gli attribuito in occasione di un incontro pubblico a cui era stato
invitato. Il medico dice infatti di aver usato in quell’occasione
toni estremamente pacati e lontani da ogni accento polemico, anzi di
aver accettato di partecipare all’evento proprio “per contribuire a
disinnescare quelle polemiche” ma, scrive, “a giudicare da quanto
riportato dalla stampa, la sensazione dev’essere stata ben altra”.
E se Tamburlini se ne va (per non prestare la sua persona ad
ulteoriori polemiche e quindi per non nuocere al Burlo, ha
spiegato), altrettanto si accinge a fare Bruno Bembi, l’unico medico
che all’ospedale triestino si è sempre occupato di malattie rare e
il cui trasferimento a Udine è all’origine della decisione regionale
di istituire il centro di coordinamento proprio nel capoluogo
friulano.
Via Bembi, al Burlo non rimarrà alcun professionista specializzato
in questo settore: tanto che, ha annunciato il consigliere regionale
dei Cittadini Uberto Fortuna Drossi, “l’ospedale infantile ora dovrà
trovare nuovi specialisti”.
C’è poi qualcuno, come il vicepresidente di Azzurra Alessandro
Minisini, che si preoccupa di capire “se il dottor Bembi va a Udine
portandosi dietro solo il suo know-how o anche la tipologia dei
malati rari che seguiva qui”, paventando così un depauperamento del
Burlo. C’è da immmaginare che Minisimi auspichi che lo specialista
di malattie rare stia a Udine a riflettere sull’universo, mentre i
malati che lui potrebbe curare - ma che, si sa, sono proprietà del
Burlo - restino a Trieste in attesa che venga nominato - se verrà
nominato - un nuovo specialista. Ragionevole.
http://www.nuovofriuli.com/read.asp?code=2006.1208.02
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