Aismme Onlus

AISMME NEWS del 22/11/2008: Una mozione su malattie rare e “farmaci orfani”

News da: Superabile.it 22/11/2008

Una mozione su malattie rare e “farmaci orfani”

Una mozione su malattie rare e “farmaci orfani”
Inadeguatezza della tempistica, spesso dovuta alla burocrazia; mancanza di diritti garantiti ugualmente su base geografica; ruolo non riconosciuto delle organizzazioni civiche sia da parte dei cittadini sia da parte delle Istituzioni; assente presa in carico del paziente: queste le criticità espresse dalla senatrice della Pdl, Laura Bianconi. Sua la mozione presentata al governo

ROMA - Impegni al governo sulle malattie rare. Sono stati chiesti in una mozione presentata in Aula al Senato da diversi parlamentari, prima fra tutti Laura Bianconi del Pdl.

Nell'atto si evidenziano alcune criticità per rispondere in maniera adeguata a tale tipo di patologie:

l'inadeguatezza della tempistica, spesso dovuta alla burocrazia; la mancanza di diritti garantiti ugualmente su base geografica; il ruolo non riconosciuto delle organizzazioni civiche sia da parte dei cittadini sia da parte delle Istituzioni; la pressoché assente presa in carico del paziente. Non solo. Nel lungo elenco dei problemi riscontrati figurano anche: la difficoltà di accesso ai farmaci; seri ostacoli nell'accesso a terapie innovative; lo squilibrio nel rapporto costi e conseguenze sulla salute del paziente (ad esempio, le spese per viaggi, riabilitazioni, visite, farmaci, possono variare da 800 a 6.000 o 7.000 euro).

L'11 novembre 2008 la Commissione europea ha comunicato al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni il proprio parere in merito alle malattie rare e ha proposto, tramite una raccomandazione del Consiglio stesso, che gli Stati membri adottino un approccio comune nell'azione svolta contro le malattie rare, basato sulle migliori pratiche esistenti.

Un impegno chiesto nell'atto è quindi volto proprio a recepire e raccomandazioni del Consiglio europeo in forma tempestiva, partendo dall'istituzione di un fondo per garantire che i farmaci innovativi cosiddetti "orfani" - quei prodotti potenzialmente utile per trattare una malattia rara, ma senza un mercato sufficiente per ripagare le spese del loro sviluppo - i parafarmaci e farmaci di fascia C indispensabili per la cura delle patologie rare, siano posti a carico del Servizio sanitario nazionale.

Un'ulteriore richiesta va in direzione dell'obiettivo di agevolare l'accesso ai farmaci "orfani", inclusi nella fascia H (ospedaliera), in modo, da un lato, da garantire maggiore uniformità territoriale, anche con riferimento ai costi e agli sconti applicati alle aziende ospedaliere, e, dall'altro, da consentire la diffusione di tali farmaci presso le farmacie. (dp)

Di seguito il testo della mozione:

BIANCONI, TOMASSINI, CARRARA, RIZZOTTI, SACCOMANNO, DE LILLO, CALABRO', BOLDI, COLLI - Il Senato,

premesso che:

da più di dieci anni le Istituzioni italiane tentano di risolvere la problematica molto grave delle malattie rare per le quali il Sistema sanitario nazionale riconosce l'esenzione per l'acquisto dei farmaci, anche se non di tutti, essendo molto difficile la classificazione di queste malattie, con conseguente aggravio per le famiglie;

ai sensi del regolamento UE n. 141 del 2000 e precedenti normative sono considerate "rare" quelle malattie valutate a rischio vita o gravemente invalidanti che colpiscono non più di cinque individui su diecimila nell'Unione europea;

secondo l'articolo 152 del richiamato regolamento si devono incoraggiare "la cooperazione tra gli Stati membri e, ove necessario, appoggiare la loro azione";

in tutto questo periodo di tempo non è stata ancora approvata una legge idonea ad affrontare e risolvere le tante problematiche dei pazienti e delle loro famiglie, che incontrano, nel cercare di curare un parente colpito da una malattia cosiddetta "rara", enormi difficoltà di tipo economico ed assistenziale, ma soprattutto di grave carenza di strutture e farmaci adeguati alla cura di tali patologie;

se si analizza la situazione nelle varie regioni italiane, si scopre un quadro abbastanza allarmante per la cura ed il sostegno di 2.000.000 italiani che sono affetti da malattie di questo tipo che, nell'80 per cento dei casi, sono di natura genetica. Ciò pone non poche difficoltà per la diagnosi e quindi successivamente per le cure adeguate, che attendono i principali risultati terapeutici dallo sviluppo di nuovi farmaci ottenuti attraverso l'impiego di metodologie avanzate (biotecnologie, terapia genica, cellulare);

la lentezza che si riscontra in molte regioni nell'inserire i farmaci utili a curare queste patologie nei prontuari terapeutici è causata spesso da un malsano costume degli assessorati regionali che, rispondendo ad un presunto criterio del risparmio in ambito sanitario, tardano pesantemente nel recepire queste "molecole salvavita";

considerato che:

i dati disponibili evidenziano come criticità principali per rispondere adeguatamente a queste diverse patologie le seguenti: 1) l'inadeguatezza della tempistica, spesso dovuta alla burocrazia; 2) la mancanza di diritti garantiti ugualmente su base geografica; 3) il ruolo non riconosciuto delle organizzazioni civiche sia da parte dei cittadini sia da parte delle Istituzioni; 4) la pressoché assente presa in carico del paziente; 5) la difficoltà di accesso ai farmaci; 6) seri ostacoli nell'accesso a terapie innovative; 7) lo squilibrio nel rapporto costi e conseguenze sulla salute del paziente (ad esempio, le spese per viaggi, riabilitazioni, visite, farmaci, possono variare da 800 a 6.000 o 7.000 euro);

l'11 novembre 2008 la Commissione europea ha comunicato al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni il proprio parere in merito alle malattie rare e ha proposto, tramite una raccomandazione del Consiglio stesso, che gli Stati membri adottino un approccio comune nell'azione svolta contro le malattie rare, basato sulle migliori pratiche esistenti. Nella proposta di raccomandazione del Consiglio presentata dalla Commissione che accompagna questa comunicazione gli Stati membri sono invitati a porre in atto strategie che prevedano:

piani d'azione nazionali intersettoriali per le malattie rare;

meccanismi che permettano di definire, codificare e repertoriare le malattie rare e di fissare indirizzi di intervento, ai fini del riconoscimento di queste malattie e della condivisione delle conoscenze e delle competenze esistenti al riguardo;

l'incentivazione della ricerca sulle malattie rare, anche mediante la cooperazione e la collaborazione transfrontaliere per sfruttare al massimo il potenziale di risorse scientifiche esistente nell'Unione europea;

assicurare l'accesso a cure sanitarie di qualità, in particolare identificando i centri di competenza nazionali e regionali e promuovendo la loro partecipazione alle reti di riferimento europee;

meccanismi che permettano di unire le competenze nazionali nel campo delle malattie rare e metterle in comune con quelle esistenti negli altri Paesi europei;

misure dirette a favorire il coinvolgimento attivo dei pazienti e delle organizzazioni che li rappresentano;

misure che assicurino a queste azioni un carattere duraturo;

in alcune regioni italiane ad esempio, pur esistendo un prontuario terapeutico su base regionale, accade che un farmaco di questo tipo resti in attesa anche diversi mesi prima che venga esaminato e quindi inserito; analogamente avviene per i prontuari provinciali che, invece di agevolare l'inserimento del farmaco sul territorio locale, dovendo recepire quanto previsto dal prontuario regionale, di fatto frenano ancora di più la commercializzazione dei "farmaci orfani". Una simile prassi comporta un allungamento ulteriore dei tempi con inevitabili pellegrinaggi da parte dei pazienti in altre regioni alla ricerca del farmaco;

presso la 12a Commissione permanente (Igiene e sanità) del Senato sono in corso di esame alcuni disegni di legge in materia,

impegna il Governo:

a recepire le raccomandazioni del Consiglio europeo in forma tempestiva, partendo dall'istituzione di un fondo ad hoc per garantire che i farmaci innovativi cosiddetti "orfani" nonché i parafarmaci e farmaci di fascia C indispensabili per la cura delle patologie rare siano posti a carico del Servizio sanitario nazionale con una gestione trasparente tramite l'inserimento, in modo omogeneo, in tutti i prontuari regionali, in tempi prestabiliti, una volta ottenuta l'autorizzazione alla commercializzazione;

ad agevolare l'accesso ai farmaci "orfani", inclusi nella fascia H, in modo, da un lato, da garantire maggiore uniformità territoriale, anche con riferimento ai costi e agli sconti applicati alle aziende ospedaliere, e, dall'altro, da consentire la diffusione di tali farmaci presso le farmacie;

ad assicurare la presa in carico del paziente attraverso un coordinamento di diversi attori, anche europei, con una formazione specifica, secondo la metodologia del case managemente la semplificazione dei percorsi diagnostico-terapeutici.

<<<Tutte le news