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29 febbraio, Giornata Mondiale Malattie Rare: Aismme propone il "Fiore di loto della rarità"

20 Febbraio 2024

Tenete d'occhio i social di Aismme: è iniziata la campagna pianificata in occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Rare 2024, che si terrà il 29 febbraio.

"Quest'anno abbiamo scelto di adottare un tema particolarmente vicino ai nostri cuori - spiega Cristina Vallotto, presidente di Aismme -  la presa in carico olistica dei pazienti e delle loro famiglie. Per incarnare questo principio, ci siamo ispirati al modello del Patient and Family Centered Care (PFCC), una filosofia che pone al centro dell'assistenza sanitaria la collaborazione tra professionisti, pazienti e famiglie".

Il PFCC è un approccio che valorizza le partnership reciprocamente vantaggiose, promuove la salute e il benessere degli individui e delle famiglie e riconosce l'importanza di ogni famiglia nella definizione e partecipazione all'assistenza e al processo decisionale. Una prospettiva fondamentale per migliorare la qualità e la sicurezza delle cure, oltre a contribuire a risultati sanitari più positivi e a un'esperienza di assistenza più soddisfacente per tutti.

La campagna

Aismme propone  un calendario-gioco ispirato al fiore di loto, simbolo di purezza, rinascita e forza vitale. Il fiore di loto, noto in giapponese come "hasu", è un emblema di integrità e elevazione spirituale, che emerge pulito e bello nonostante le sue origini nel fango. "Un'immagine potente che rappresenta la resilienza e la speranza che vogliamo infondere nelle nostre comunità - puntualizza Vallotto -, specialmente quelle colpite da malattie rare".

A partire dal 20 febbraio e fino al 1° marzo, ogni giorno sarà messo in evidenza nei social di Aismme un petalo del "Fiore di loto della rarità", svelando suggerimenti e spunti preziosi per vivere al meglio questa esperienza.

"Invitiamo a seguirci sui nostri social per unirvi a noi in questo viaggio di scoperta e ispirazione - conclude Vallotto -, partecipando attivamente e condividendo i vostri pensieri e le vostre esperienze. Confidiamo che questa iniziativa possa non solo aumentare la consapevolezza sulle malattie rare ma anche rafforzare il nostro impegno verso un'assistenza più inclusiva e centrata sulla persona".