Fenilchetonuria:
Aismme lavora
per famiglie e pazienti
La Fenilchetonuria (PKU) è una patologia metabolica rara che limita la capacità dell’organismo di metabolizzare gli alimenti proteici, in particolare quelli contenenti l’amminoacido fenilalanina (Phe), che, se accumulata, può portare nel tempo a effetti tossici anche gravi. Può causare problemi di apprendimento e memoria, disturbi motori e dell’umore (ansia e depressione, ma anche iperattività e aggressività), e perfino un ritardo neurocognitivo.
Interessa circa 1 neonato su 10.000 in Europa, mentre in Italia si contano oltre 4.000 pazienti con PKU
La terapia primaria della PKU consiste in un rigido regime alimentare ipoproteico con alimenti contenenti aminoacidi sintetici, con lo scopo di ridurre e mantenere i livelli di fenilalanina entro i limiti raccomandati dalle linee guida europee in base all’età. Il paziente che, con l’aiuto dei clinici e i dietisti dei Centri di Cura per le malattie metabolche ereditarie, segue scrupolosamente la terapia nutrizionale può raggiungere normali funzioni neurocognitive e psicosociali, con un positivo impatto sul quoziente intellettivo, sull’attenzione ed elaborazione delle informazioni, oltre che sul benessere emotivo. Purtroppo la difficoltà a seguirla in tutte le situazioni della vita quotidiana porta spesso a non seguire totalmente o parzialmente il regime alimentare dietetico restrittivo, con conseguenze sulla salute.
In alcuni casi è possibile associare all’intervento dietetico un supporto farmacologico, costituito dal cofattore dell’enzima non correttamente funzionante nella malattia, tramite terapia orale. Inoltre, di recente, è stato approvato un nuovo farmaco per i pazienti di età maggiore di 16 anni e con valori non controllati di Phe, nonostante il trattamento con le opzioni terapeutiche disponibili. Tale trattamento, somministrato per via sottocutanea, riduce significativamente i valori di fenilalanina a fronte di un’alimentazione del tutto libera, una volta raggiunta la fase di mantenimento della terapia.
Un cambio di passo con lo Screening Neonatale Esteso
In Italia dal 1992 la PKU è inserita nello screening neonatale obbligatorio; questo ha consentito di compiere importanti passi avanti nella diagnosi precoce della malattia e nell’inserimento dei pazienti nel corretto percorso di cura. Da allora, i bambini affetti da PKU vengono subito individuati e sottoposti ad una terapia nutrizionale speciale e a farmaci e nel tempo possono condurre una vita pressoché normale. Sono però ancora molte le persone, nate prima di quella data, che hanno ricevuto una diagnosi tardiva e che hanno avuto e continuano ad avere difficoltà cognitive.
Pazienti in transizione e paziente adulto: una situazione critica
I pazienti diventati adulti sono ormai la maggioranza e sorgono altri problemi. Molti oggi hanno anche 40 o 50 anni, e non hanno più bisogno di un pediatra, ma di un medico, che deve avere competenze che rientrino a pieno titolo nell’ambito della medicina della seconda e della terza età.
Pur essendo adulti, però, molti pazienti sono ancora in carico ai reparti pediatrici. Questo perché non esiste una figura per la presa in carico del paziente adolescente che esce dalla comfort zone pediatrica o per gli adulti, né medici che abbiano tutte le competenze necessarie per seguire questi pazienti complessi, o specialisti adeguatamente formati a trattare la PKU, come l’endocrinologo, oppure ancor meglio il neurologo.
È urgente, dunque, non solo porre una specifica attenzione nei confronti dei pazienti adulti, ma anche pensare ad un’adeguata formazione sulle specificità della patologia per i medici di medicina generale e ancor di più per gli specialisti, contemplando anche maggiori risorse dedicate alla fenilchetonuria e al potenziamento o alla nascita di Centri cura delle malattie metaboliche ereditarie che si occupino in modo specifico di questa patologia in tutte le età.
È inoltre necessario uno standard di cura nazionale per la presa in carico dei pazienti adulti, unitamente alla strutturazione di un protocollo per la transizione, che dovrebbe prevedere anche il supporto psicologico offerto non solo al paziente, ma anche alle famiglie.
Le associazioni dei pazienti: un valore e un supporto concreto
In Italia le persone affette da PKU sono rappresentate da otto associazioni, tra cui Aismme aps.
Ogni associazione fa riferimento a uno più Centri di cura e screening, che supporta in diversi modi.
Aismme sostiene il Centro di Cura e di Screening Regionale dell’Azienda Ospedaliera di Verona.
Le necessità dei pazienti PKU e dei loro caregiver sono molte e diverse. Si va dalla gestione quotidiana della dieta, che richiede l’assunzione di cibi a basso contenuto di proteine e l’uso di integratori speciali, e delle terapie mediche e ai molti appuntamenti con i medici specialisti. Non solo. Considerata la gravità e la complessità della patologia, questi pazienti molto più di altri hanno bisogno di un supporto psicologico e emotivo, di condivisione e di avere informazioni attendibili. In questo senso l’attività delle associazioni è fondamentale e permette un miglioramento della qualità di vita non solo dei pazienti, ma anche dei loro caregiver, aiutando a gestire questa sfida complessa, offrendo supporto e risorse, un sostegno pratico, emotivo e di advocacy.
Gli obiettivi di Aismme per pazienti e famiglie
- creare un ambiente in cui i pazienti e i loro caregiver non si sentano soli e possano connettersi con altri pazienti che affrontano sfide simili. Con interventi che investono la totalità del mondo dove questi si trovano a vivere, lo rendono più accettante ed accogliente, permettendo loro di sentirsi compresi e sostenuti;
- fornire informazioni aggiornate e attendibili sulla PKU, sulle opzioni di trattamento disponibili, sulle risorse locali e nazionali, nonché sulle ultime ricerche e sviluppi nel campo della malattia;
- difendere i diritti dei pazienti PKU, ad esempio sostenendo per l’accesso a trattamenti appropriati e a normative che favoriscano la ricerca e lo sviluppo di nuove terapie;
- lavorare per aumentare la consapevolezza sulla PKU tra l’Opinione Pubblica, i professionisti sanitari e i decisori politici, con l’obiettivo di promuovere una migliore comprensione della condizione e delle esigenze dei pazienti.
Aismme lavora con tenacia sull’informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica e del mondo della sanità con l’obiettivo di espandere la conoscenza della PKU, promuovendo e partecipando convegni ed eventi, entrando in diversi tavoli decisionali, influendo nelle decisioni politiche nazionali e regionali, mettendo in campo azioni di lobbying.
Per contare di più, Aismme e le altre Associazioni italiane che si occupano di Malattie Metaboliche Ereditarie collaborano insieme per poter migliorare la situazione dei pazienti PKU e le loro famiglie e delle malattie metaboliche ereditarie in generale, per avere più incisività e peso.
Aismme collabora anche a livello globale con le associazioni di Europa, Canada, USA e Brasile come membro attivo del Consiglio dei Leaders PKU.
I progetti di Aismme
Dal momento della diagnosi neonatale di PKU inizia un percorso che accompagna le famiglie e i pazienti per tutta la vita e il compito delle Associazioni è non lasciarli da soli a gestire il peso della malattia.
Aismme ha messo a disposizione diversi strumenti per far conoscere la patologia a chi ne è affetto e alle famiglie, per migliorare l’approccio ai farmaci e alla dietoterapia, fornire informazioni accurate e contenuti che contribuiscono a costruire competenze e una maggiore consapevolezza, supportandoli anche nel contesto sociale e fuori dall’ospedale.
Ha focalizzato l’attenzione sui pazienti pediatrici e in particolare sulla dietoterapia, la cui aderenza è fondamentale, offrendo strumenti pensati proprio per i bambini per renderne più facile la gestione e supportare pazienti e famiglie anche nel contesto sociale e fuori dall’ospedale.
Eccone alcuni:
- Centro aiuto-ascolto, uno sportello telefonico gratuito per informazioni e consigli.
- Progetto “’Infermiere Case Manager” attivo nel Centro Regionale di Cura delle Malattie Metaboliche Ereditarie di Verona, un professionista dedicato che affianca pazienti e famiglie nel loro percorso di cura e di vita, figura di riferimento tra loro e gli operatori sanitari e sociali, anche al di fuori dall’Ospedale.
- Progetto "Aurora+XLH", un supporto psicologico gratuito al di fuori dell’ospedale per pazienti e famiglie afferenti al Centro Cura di Verona, grazie ad una psicologa specificamente formata.
- “L’elefante Blu”, una favola che affronta in modo lieve il tema delle patologie metaboliche ed il rapporto dei piccoli pazienti con il cibo.
- “Cosa mangerà da grande? Ricette per diete metaboliche speciali”, una collana di cinque ricettari specifici per le diverse patologie.
- “Tu, noi e…”, una collana di quattro album illustrati per raccontare le loro patologie ai bambini.
- Iniziative di Metabolic Cooking nella sede di Verona o in altri spazi, nelle quali i bambini e le loro famiglie vengono invitate a cucinare e condividere i pasti dietetici preparati tutti insieme, tra gioco e formazione.
Approfondisci
Beneath the surface: il position paper
Il position paper Beneath the Surface sviluppato nell'ambito della campagna PKU Live Unlimited (https://liveunlimitedpku.com/it-it/), è stato finanziato e sviluppato da BioMarin in collaborazione con 10 gruppi di difesa dei pazienti in tutta Europa. Esplora il fardello nascosto della PKU, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza dell'impatto neurocognitivo e psicosociale della malattia ed è stato sviluppato attraverso una ricerca documentale e convalidato attraverso una serie di interviste con pazienti, rappresentanti di gruppi di difesa dei pazienti e medici di tutta Europa. È stata inoltre elaborata una versione abbreviata o "Executive Summary" che illustra i risultati chiave. Un'analisi approfondita con i membri del Consiglio dei leader dei pazienti per la PKU sul valore di questa risorsa ha identificato la necessità di riutilizzare il contenuto per facilitare un uso più incisivo del materiale e per consentire ai gruppi di difesa dei pazienti di avere una conversazione diversa con il loro pubblico di destinazione. È stato quindi realizzato il documento di sintesi "Beneath the Surface" (leggi il documento in formato pdf →) che contiene l'identificazione dei temi chiave da rielaborare in diversi formati per consentire ai leader dell'advocacy di scegliere come presentare i dati a seconda del pubblico di destinazione e di presentarli indipendentemente da BioMarin. Questo lavoro è stato fondamentale per la co-creazione della Griglia di messaggi dei sostenitori della PKU.
Approfondimenti
Beneath the Surface, European Position Paper on the Neurocognitive Impact and Care of PKU →
La griglia dei messaggi PKU
Un luogo virtuale e condiviso dove parlare e confrontarsi
Affrontare i complessi problemi legati alla fenilchetonuria (PKU) richiede collaborazione. Ne è convinta BioMarin, che insieme alla comunità globale dei pazienti ha promosso nel 2023 Il Consiglio dei leader dei pazienti affetti da PKU, una piattaforma per l'impegno strategico e la co-creazione di progetti di mutuo interesse che comprende sette rappresentanti dei pazienti PKU provenienti da Brasile, Canada, Germania, Ungheria, Portogallo e Russia e, per l’Italia, Aismme.
Tra le prime azioni del gruppo di lavoro, la realizzazione di una griglia di informazione e confronto sulla PKU, uno strumento che consente a pazienti, familiari, mondo medico, istituzioni e industria di allinearsi su temi strategici, ottenere approfondimenti e capire come sostenere insieme il cambiamento.

Come funziona
La griglia dei messaggi della PKU è interattiva, ed è stata progettata per rispondere a domande e raccogliere le esperienze del mondo PKU. Suggerisce argomenti su cui le persone possono riflettere, discutere tra loro e anche mettere in discussione le affermazioni che fornisce, offrendo il loro punto di vista e la loro esperienza. La griglia è pensata per accogliere i contributi a tutti e continuamente in aggiornamento. Migliora grazie all'utilizzo e al contributo della comunità PKU a livello mondiale.
L’utilizzo e la navigazione sono molto semplici. Si può selezionare il pubblico (pazienti, familiari, mondo medico, istituzioni e industria), il tema (Salute mentale, Concentrazione, Impatto sociale, Relazioni, Lavoro e istruzione, Invecchiamento della popolazione), la sottopopolazione ove possibile (ad es. I pazienti si dividono in bambini, adolescenti, adulti e anziani). Quindi si può accedere ai contenuti scelti e aggiungerne di personali.
Al momento è redatta esclusivamente in inglese, ma presto sarà tradotta anche in italiano.
Per accedere alla griglia clicca qui →
E per approfondire apri il pdf allegato → (testo in inglese)
Campagna di sensibilizzazione e informazione Conoscere la PKU
Promossa da BioMarin con il contributo di Aismme e di altre Associazioni di pazienti (AMEGEP Domenico Campanella ODV, AMMeC, L’APE Campania, Cometa ASMME, Cometa Emilia-Romagna, IRIS), la campagna Conoscere la PKU si propone di dare voce alle persone con fenilchetonuria, ai caregiver e ai loro familiari.
Attivata nel 2024 e aggiornata ogni anno, raccoglie testimonianze di pazienti e caregiver per condividere esperienze, creare consapevolezza e ispirare altre persone.
Trovi tutti i materiali video divulgativi e le testimonianze di pazienti e familiari i nel sito www.conoscerelapku.it
I racconti di coraggio e determinazione, vengono pubblicati in forma anonima nella sezione dedicata “Storie di PKU”
Tra i diversi materiali è stato realizzato il video “Dietro le mie scelte”, ispirato proprio dalle storie raccolte, che mette in luce le sfide quotidiane, le difficoltà e l’impegno richiesti nella gestione della PKU. Il video, adattato in uno spot di 20 secondi, è stato proiettato per una settimana nel dicembre 2024 in alcune stazioni ferroviarie italiane.
La campagna è sempre aperta per accogliere nuove storie. Se anche tu vuoi portare la tua testimonianza scrivi a
La campagna Libertà PHEnomenale: sensibilizzazione, informazione e ascolto delle voci dei pazienti
Grazie allo screening neonatale, alla dietoterapia e alle innovazioni terapeutiche, oggi molte persone con PKU possono studiare, lavorare e condurre una vita autonoma. Ma la gestione quotidiana della malattia comporta sfide che vanno oltre le restrizioni alimentari, incidendo su aspetti come concentrazione, umore e benessere psicologico. Non sono segni visibili, e proprio perché meno evidenti, la PKU e le sue conseguenze rischiano di essere poco riconosciute.
Aismme, insieme alle altre sette associazioni italiane di pazienti, ha collaborato alla campagna “Libertà PHEnomenale, promossa da BioMarin, che raccoglie storie, informazioni e strumenti per vivere con la PKU senza rinunciare a bisogni, desideri ed esprimere ognuno la propria Libertà.
Oltre ad una campagna social, con condivisione da parte delle dalle otto associazioni, è stato realizzato un sito (https://libertaphenomenale.it/) dove è possibile trovare:
- contenuti informativi sulla malattia e sui Centri
- appunti per una migliore qualità di vita su sport, lavoro, studio, benessere, viaggi e amicizia
- storie PHEnomenali: videointerviste di pazienti che raccontano la loro quotidianità
- Il Quaderno dei desideri, un diario da personalizzare dedicato in particolare ai giovani con PKU che può essere scaricato gratuitamente qui →
Si cercano giovani e famiglie disponibili a condividere la propria esperienza attraverso una breve intervista anonima.
Chi desidera aderire può contattare Aismme all’indirizzo
Altre notizie
La campagna Conoscere la PKU (→www.conoscerelapku.it), nata per dare voce a chi convive con questa condizione genetica rara e rafforzare la consapevolezza su percorsi di cura e nuove opportunità terapeutiche.
Approfondisci qui →
PKU oggi e domani: guarda qui → il webinar su dieta e qualità di vita che si è svolto nel dicembre 2025.
PKU&noi: il format divulgativo con cadenza annuale che si svolge a ridosso del PKU Day internazionale, realizzato grazie al lavoro di otto Associazioni Pazienti tra cui Aismme.
Guarda qui → i video di tutte le edizioni.
Approfondisci
PKU: l’indagine sull’impatto della patologia su pazienti e caregiver
Tra luglio e settembre 2022 è stata condotta un’indagine, realizzata da IXE, su un campione di 241 rispondenti, tra pazienti PKU e caregiver, coordinata dalle dottoresse Valentina Rovelli e Annamaria Dicintio, Psicologa Clinica e Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale, e sostenuta grazie al contributo di BioMarin. Aismme ha collaborato alla diffusione del questionario.
Obiettivo
Identificare gli aspetti più impattanti nella gestione della malattia e le aree in cui i pazienti potrebbero beneficiare di interventi di miglioramento, in linea con l’obiettivo di rendere il paziente affetto da PKU sempre più paragonabile a un soggetto sano, sotto ogni aspetto.
I DATI EMERSI
Conseguenze
Le conseguenze più diffuse per chi soffre di PKU sono:
• l’agitazione/ansia, che colpisce quasi metà degli intervistati;
• seguita da stanchezza fisica e sbalzi di umore;
• circa un terzo dei pazienti soffre di difficoltà dell’attenzione, difficoltà di memoria, mal di testa/cefalea;
• circa uno su quattro soffre di irritabilità e 2 su 10 di tremori.
Bisogni
• iI più importante è una terapia che lasci maggiore libertà ed una più ampia scelta di prodotti;
• maggiore informazione: solo circa 1/4 di pazienti e caregiver è informato sull’esistenza di trattamenti farmacologici. Gli adulti vorrebbero avere maggiori informazioni sulla PKU in età avanzata, sui trattamenti con dietoterapia e su gravidanza e PKU e poi viaggi, attività sportiva e centri per adulti. I caregiver mettono al primo posto il trattamento con dietoterapia, seguito dai viaggi e poi i disturbi legati alla PKU, le conseguenze della patologia cui si va incontro con la crescita;
• un terzo degli intervistati segnala anche il bisogno di centri specializzati nella cura per l’adulto, sostegno psicologico, facilitazioni nell’espletare le pratiche burocratiche;
• tra i caregiver emerge la necessità di avere un confronto con gli altri caregiver, il desiderio di disporre di testimonianze di pazienti con PKU e dei familiari. Anche parte dei pazienti adulti esprime questo bisogno.
Impatto nella vita quotidiana
La PKU impatta in misura consistente nella
• relazione con il cibo
• organizzazione del proprio tempo, fattore più pesante tra i caregiver (adulti) che tra i malati
• in misura minore, su socialità e stato emotivo.
Terapia Nutrizionale Salvavita
Uno dei problemi accusati dai pazienti è la difficoltà a seguire la Terapia Nutrizionale Salvavita, con conseguenti conseguenze a livello neuro cognitivo. La situazione è più semplice per i pazienti in età pediatrica, in quanto seguiti dai genitori, ma le difficoltà possono apparire già nella fase dell’adolescenza quando si sottraggono al controllo parentale.
• L’80% dei malati gestisce la PKU con una dieta;
• solo 2 adulti su 10 dichiarano di riuscire a seguire perfettamente la dieta a basso contenuto di fenilalanina;
• oltre la metà la segue, ma non perfettamente. I motivi principali di una gestione difficoltosa sono la tentazione verso il cibo proibito e la rigidità molto limitante. Per un adulto con una vita attiva si pone anche il problema dell’impegno di tempo e organizzativo;
• il principale motivo di un’assunzione non sempre corretta di aminoacidi sta nella mancanza di tempo, nella difficoltà ad assumerla fuori casa e per dimenticanza, oltre che per il cattivo sapore e odore; mentre per i caregiver il problema principale è proprio quest’ultimo, seguito dalla difficoltà di assunzione fuori casa.
Conoscenza dei farmaci e propensione all’utilizzo
• Circa 3 pazienti su 10 e ¼ dei caregiver dichiarano di conoscere l’esistenza di farmaci per il trattamento della PKU. Circa 3 su 10 tra pazienti e pari numero tra i cargiver vorrebbero saperne di più.
• I trattamenti più noti a pazienti e caregiver sono il regime alimentare a basso contenuto di PHE, seguito dalla supplementazione proteica, poi la terapia enzimatica sostitutiva, la terapia con il fattore BH4 e da ultimo la terapia genica.
• Circa ¼ dei pazienti e dei caregiver dichiarano di essere informati sull’esistenza di trattamenti farmacologici (terapia con il cofattore BH4 e terapia enzimatica sostitutiva). Il 16% dei pazienti e il 24% dei caregiver vorrebbe saperne di più.
• Circa 6 pazienti e caregiver su 10 si dichiarano propensi alla terapia enzimatica sostitutiva. Il 4% circa dichiara di utilizzarla già.
• Poco meno della metà dei pazienti e dei caregiver sarebbero propensi alla terapia con il cofattore. Poco più di 1 su 10 dichiara di essere già in cura con questa terapia.
Nuove terapie
A fronte di questa complessa situazione nella gestione della malattia, importanti novità nei trattamenti promettono di compiere una decisa semplificazione e un miglioramento. Tuttavia, solo il 25% dei pazienti e dei caregiver dichiara di essere informato sull’esistenza di trattamenti farmacologici.
Difficoltà
- I caregiver segnalano complessivamente un impatto maggiore della malattia sulla vita quotidiana rispetto ai pazienti; forse questa differenza è condizionata dall’ansia genitoriale per la vita dei figli, forse per l’impatto che ha sui genitori stessi più che sui malati, forse con il tempo la gestione da adulti si impara e si controlla;
- relazione con il cibo: l’aspetto più frequente è il desiderio di assaggiare cibi proibiti, seguita dal peso che comporta assumere aminoacidi e integratori, la scarsa varietà della dieta e, in particolare per i pazienti adulti che quindi in buona parte hanno una vita attiva ed impegnata, la difficoltà a seguire costantemente un piano nutrizionale specifico e a programmare e preparare i pasti;
- organizzazione del tempo: la difficoltà maggiore, soprattutto per i pazienti adulti, è quella di adattare la dieta alla routine quotidiana e al tempo fuori casa.
- socialità: pazienti e caregiver incontrano difficoltà soprattutto a dover spiegare agli altri la propria condizione. I problemi di socializzazione sono indicati da circa 2 pazienti e caregiver su 10;
- stato emotivo: le difficoltà sono molto differenti nelle diverse età dei malati. Gli adulti indicano soprattutto il senso di colpa del non riuscire a seguire la terapia correttamente, i caregiver segnalano in primo luogo la rabbia per la condizione di malato e l’ansia per i prelievi e le visite in ospedale.
Pagina aggiornata il 4/8/2026